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Verruche KO: come riconoscerle e curarle

lunedì 21 ottobre 2019

VERRUCHE KO: come riconoscerle e come curarle

 

Verruche come riconoscerle e curarle

Le verruche compaiono come escrescenze (per la maggior parte non dolorose) rialzate o piatte dalle sfumature giallo-grigiastre su qualsiasi parte della superficie corporea.

La causa scatenante è un virus della famiglia del Papilloma Virus Umano (HPV). Il virus penetra nella cute lá dove ci sono delle abrasioni e dopo un'incubazione che va da uno a otto mesi sulla cute dell'ospite compaiono delle lesioni.

I soggetti più a rischio sono bambini e ragazzi, sono meno frequenti nei neonati e negli anziani mentre sono particolarmente sensibili al papilloma-virus le persone allergiche e gli immunodepressi.

La trasmissione è interumana ed avviene prevalentemente in luoghi molto frequentati, come docce e saune di palestre e piscine. In queste sedi il clima caldo-umido favorisce la sopravvivenza del virus che, sfruttando la macerazione cutanea indotta dall'acqua, può attecchire con una certa facilità. In altri casi il contagio è diretto, tramite il contatto con verruche altrui oppure toccando varie parti del corpo passando da zone infette ad altre sane.

 

I tipi di verruche

I medici identificano le verruche attraverso un esame visivo o, raramente, eseguono una biopsia; possono essere classificate in varie specie per forma e sede corporea colpita. 

Tra i diversi tipi di verruche distinguiamo:

  1. VERRUCHE COMUNI: le verruche comuni o volgari (dette anche porri) sono le più diffuse e sono caratterizzate da una superficie irregolare, grandezza variabile e forma rotondeggiante e si presentano principalmente sul dorso delle mani e delle dita e nel contorno ungueale. Possono provocare dolore se sottoposte a pressione.
  2. VERRUCHE PIANE: le verruche piane colpiscono in particolar modo viso e mani e si presentano come delle piccole lesioni di forma rotonda, del colorito della cute normale, pruriginose. Sono molto contagiose, sia per sè stessi sia per gli altri.
  3. VERRUCHE PLANTARI: le verruche plantari sono generalmente giallastre e al tatto si presentano ruvide, spesse e squamose. Spesso dolenti e fastidiose, possono svilupparsi in una qualunque zona della pianta del piede o coinvolgere solamente le dita.
  4. VERRUCHE FILIFORMI: le verruche filiformi si presentano come delle protuberanze sottili e allungate che si protendono verso l'esterno e si formano più comunemente nella zona della bocca, del naso, degli occhi o della barba.
  5. VERRUCHE GENITALI: le verruche genitali (dette anche condilomi) compaiono generalmente in seguito ad un rapporto sessuale con una persona infetta. Compaiono come una o più protuberanze (papule) nell'area infettata e possono essere grandi pochi millimetri o anche qualche centimetro, piatte o rilevate, singole o numerose, di colorito roseo. Possono portare prurito, fastidio e a volte perdite e possono colpire indistintamente maschi e femmine, ma particolare attenzione bisogna prestare se l'infezione colpisce le donne, in quanto per loro il virus HPV può essere alla base dell'insorgenza del tumore alla cervice uterina. Per evitare di infettare il/la partner è consigliabile evitare i rapporti sessuali finché i condilomi non sono scomparsi. Il preservativo è utile ma non protegge al 100%.

 

I rimedi contro le verruche

Sono numerosi i rimedi atti a garantire sia la rimozione meccanica della verruca che l'infezione, in modo da prevenirne la ricomparsa. Alcuni di questi trattamenti possono essere eseguiti anche a casa, tramite l'ausilio di prodotti da banco, altri (quelli in cui l'infezione risulta più radicata negli strati sottostanti l'epidermide) prevedono l'intervento di un medico specialista. 

I rimedi più comuni per trattarle:

  • CRIOTERAPIA: tramite l'applicazione locale sulla testa della verruca di azoto liquido si cerca di congelarla, in modo da bloccarne la reattività e favorirne la caduta. Si tratta del trattamento più diffuso e spesso è necessario ripetere più volte l'applicazione nel tempo, ma attenzione che può lasciare macchie scure sulla pelle.
  • ELETTROCAUTERIZZAZIONE E CURETTAGE: ovvero la bruciatura e il raschiamento. Il dermatologo può promuovere l'eliminazione della verruca mediante la demolizione del tessuto attraverso l'ausilio dell'elettricità.
  • ACIDO SALICILICO: È un farmaco cheratolitico di prima linea utilizzato per la rimozione di verruche, localizzate prevalentemente a livello di mani e piedi. Si raccomanda di applicare il prodotto direttamente sulla cute interessata dalla verruca (e non sulla parte sana) ed è possibile reperire il farmaco in commercio sotto forma di liquido, crema, lozione o schiuma.
  • ARGENTO NITRATO: generalmente questo rimedio viene venduto in apposito applicatore che deve essere appoggiato per un paio di minuti sulla parte infetta ogni 24 ore. Non si devono effettuare più di sei applicazioni e prima di procedere con le applicazioni successive è necessario rimuovere la cute superficiale.
  • RIMEDI NATURALI: sono molti i cosiddetti "rimedi della nonna" che si tramandano di generazione in generazione o per sentito dire per il trattamento delle verruche: dallo sfregamento con aglio a impacchi con basilico tritato. Fra tutti questi rimedi naturali, sicuramente meno invasivi, quello che presenta una certa rilevanza farmacologica è quello con il Tea Tree Oil. Quest'olio essenziale dalle spiccate proprietà antivirali e disinfettanti, applicato una volta al giorno per 10 giorni, può promuovere efficacemente la remissione completa della verruca.
  • RIMEDI OMEOPATICI: anche in omeopatia troviamo un approccio adeguato per la debellazione di questo fastidioso problema. Il rimedio d'elezione è sicuramente la Thuya Occidentalis, che sottoforma di tintura madre può essere spennellata sulla parte una volta al giorno, preferibilmente dopo un bagno caldo, e può portare ad una risoluzione del problema in un periodo di tempo variabile da uno a più mesi. Sarà discrezione del vostro medico omeopata valutare la necessità o meno di integrare le applicazioni locali con la somministrazione di granuli a diluizioni specifiche che generalmente interessano le famiglie di Antimonium Crudum, Dulcamara e Thuya.

Spero che queste indicazioni di base possano esservi d'aiuto nella scelta del rimedio più adeguato per far fronte a questi spiacevoli inconvenienti; nel caso manteniate qualche dubbio a riguardo di piccole lesioni sulla vostra pelle non esitate a chiedere consiglio al vostro farmacista o medico di fiducia.

 

Dr. Filippo Spinosa

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