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La dieta senza glutine

lunedì 18 febbraio 2013


Ad oggi l’unica terapia valida per garantire al soggetto celiaco un’ aspettativa ed una qualità di vita identica a quella di un soggetto normale è
l’esclusione totale e permanente dei cereali contenenti glutine dalla dieta (grano tenero, grano duro, segale, kamut ed orzo sono i principali).

Per quanto riguarda l’avena, le evidenze sperimentali indicano che la stragrande maggioranza dei celiaci può tollerarla, tuttavia per precauzione è bene non includerla nella dieta senza glutine (DSG) soprattutto per il rischio di contaminazione.

La DSG deve essere seguita in maniera rigorosa e per tutta la vita non solo per ottenere la regressione dei segni e dei sintomi della malattia ma anche per prevenire lo sviluppo di possibili complicanze connesse con i deficit nutrizionali o con lo stato di infiammazione cronica dell’intestino.

I celiaci possono consumare tranquillamente molti alimenti. Nella scelta dei prodotti commerciali è necessario porre attenzione alle etichette dei cibi che, spesso, pur essendo alimenti permessi nella dieta, nel corso dei processi produttivi industriali sono prodotti e confezionati con il glutine. E' bene porre attenzione anche ai surgelati: nell' acquisto di prodotti consentiti come il pesce, è necessario controllare la presenza di eventuali panature ricordando che l'infarinatura è consentita solo con farine senza glutine.

L’industria alimentare fornisce un’ampia gamma di prodotti senza glutine (farine, pasta, pane e prodotti da forno). Come raccomanda l’Unione Europea l’etichetta deve riportare la presenza di glutine e l’eventuale possibilità di contaminazione con glutine. La presenza della spiga di grano barrata indica l’assenza di glutine.

Ovviamente la dieta deve essere adeguata al fabbisogno calorico individuale, ponendo attenzione alle corrette percentuali di carboidrati, proteine, grassi, vitamine e sali minerali da frazionare nel corso della giornata cercando di variare il più possibile le scelte alimentari.

Ad oggi l’unica terapia valida per garantire al soggetto celiaco un’ aspettativa ed una qualità di vita identica a quella di un soggetto normale è l’esclusione totale e permanente dei cereali contenenti glutine dalla dieta (grano tenero, grano duro, segale, kamut ed orzo sono i principali).

Per quanto riguarda l’avena, le evidenze sperimentali indicano che la stragrande maggioranza dei celiaci può tollerarla, tuttavia per precauzione è bene non includerla nella dieta senza glutine (DSG) soprattutto per il rischio di contaminazione.

La DSG deve essere seguita in maniera rigorosa e per tutta la vita non solo per ottenere la regressione dei segni e dei sintomi della malattia ma anche per prevenire lo sviluppo di possibili complicanze connesse con i deficit nutrizionali o con lo stato di infiammazione cronica dell’intestino.

I celiaci possono consumare tranquillamente molti alimenti. Nella scelta dei prodotti commerciali è necessario porre attenzione alle etichette dei cibi che, spesso, pur essendo alimenti permessi nella dieta, nel corso dei processi produttivi industriali sono prodotti e confezionati con il glutine. E' bene porre attenzione anche ai surgelati: nell' acquisto di prodotti consentiti come il pesce, è necessario controllare la presenza di eventuali panature ricordando che l'infarinatura è consentita solo con farine senza glutine.

L’industria alimentare fornisce un’ampia gamma di prodotti senza glutine (farine, pasta, pane e prodotti da forno). Come raccomanda l’Unione Europea l’etichetta deve riportare la presenza di glutine e l’eventuale possibilità di contaminazione con glutine. La presenza della spiga di grano barrata indica l’assenza di glutine.

Ovviamente la dieta deve essere adeguata al fabbisogno calorico individuale, ponendo attenzione alle corrette percentuali di carboidrati, proteine, grassi, vitamine e sali minerali da frazionare nel corso della giornata cercando di variare il più possibile le scelte alimentari.


CIBI “NO “ CIBI “SI”
frumento

riso, mais, miglio, grano saraceno, patate, manioca, amaranto, sorgo, quinoa


segale tutti i tipi di frutta e verdura anche conservata (sott’olio, sott’aceto, sotto sale)


farro



tutti i legumi


spelta



latte, yoghurt, formaggi, panna

orzo


tutti i tipi di carne e pesce fresco, congelato, surgelato, al naturale, sott’olio, sotto sale


triticale e kamut


grassi ed oli (burro, lardo, olio di oliva di arachide, di girasole e di mais)


greunkern (grano greco)


tutti gli zuccheri (saccarosio, destrosio, fruttosio) e miele



seitan (alimento ricavato dal glutine)



succhi di frutta non addizionati, bevande gassate, caffè


malto e avena (molto spesso contaminata anche se idonea all’alimentazione celiaca)


vino, rhum, grappa, tequila, cognac, whisky scozzese



Bibliografia

www.salute.gov.it

www.celiachiaitalia.com

Dott.sa Daniela De Vita

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