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La diarrea del Viaggiatore: come partire in sicurezza

martedì 6 agosto 2019

La diarrea del viaggiatore: come partire in sicurezza

 

Diarrea del viaggiatore

 

In questo periodo di partenze conviene sempre fermarsi a ragionare un minimo su cosa conviene portare con sé per affrontare eventuali piccoli problemi di salute. Soprattutto se la vostra meta è in America Latina, Asia, Medio Oriente, Australia o Africa uno dei problemi in cui è facile incappare è la cosiddetta Diarrea del Viaggiatore.

Vediamo allora come possiamo preparare una piccola fornitura di base in grado di coprire tutte le necessità che potremmo avere.

Quali sono le cause della diarrea del viaggiatore?

Si tratta di un'infezione intestinale, la cui fonte primaria è normalmente l'acqua contaminata. Per questo motivo il consiglio primario da seguire è sempre quello di non bere acqua che non provenga da bottiglie sigillate aperte davanti a voi. Anche per operazioni quotidiane come spazzolarsi i denti è consigliabile ricorrere all'acqua confezionata, mentre conviene prestare attenzione ai ristoranti nei quali andare a mangiare, prediligendo quelli più abituati a servire turisti, perché ovviamente quello che succede in cucina non possiamo controllarlo direttamente. Sono quindi assolutamente da evitare i venditori ambulanti, come pure il consumo di cibi non cotti.

Quali sono i sintomi della diarrea del viaggiatore?

Alla dissenteria, più o meno grave, e con insorgenza che può essere anche improvvisa, si possono accompagnare altri sintomi, come crampi, una febbre leggera, nausea, vomito e gonfiore addominale.

La maggior parte dei casi non è un vero problema e tende a recedere spontaneamente nell'arco di qualche giorno. Considerando però che le vacanze oggi durano periodi sempre più ridotti può essere importante cercare di rendere la sintomatologia più breve e più tollerabile possibile.

Cura e prevenzione della diarrea del viaggiatore

Un aiuto importante può essere dato dai probiotici. La loro assunzione anche preventiva,  infatti, rinforzando la flora batterica naturalmente presente nel nostro intestino, sfavorisce la proliferazione di batteri patogeni, contribuendo quindi ad aumentare le nostre naturali difese.

Inoltre i probiotici aiutano anche a combattere la diarrea e il gonfiore intestinale, cosa da non sottovalutare visto che quest'ultimo potrebbe essere anche la causa dei crampi.

Altro approccio che può esser molto utile è quello con degli antidiarroici (loperamide o diosmectite), ovviamente.  Nei casi più gravi si arriva infine all'assunzione di antibiotici o antimicrobici ad azione intestinale.

Ultimo fattore, da non trascurare assolutamente, è l'idratazione. Soprattutto nei bambini o in pazienti con altre patologie croniche più importanti, va mantenuta adeguata. Una scarsa idratazione può comportare complicazioni ulteriori, soprattutto se andiamo in luoghi caldi e umidi.

Nel caso in cui dovesse salire qualche linea di febbre potremmo prendere un antipiretico (paracetamolo o ibuprofene). Questo tipo di farmaci conviene averli sempre con sé, perché oltre ad essere antipiretici sono anche antidolorifici, e quindi potrebbero rivelarsi molto utili in viaggio.

Altri disturbi del viaggiatore

Ma non c'è solo la diarrea del viaggiatore tra i problemi che si potrebbero presentare.

Potremmo avere a che fare anche con l'opposto, ossia un po' di stitichezza, dovuta soprattutto al cambio delle abitudini alimentari. In caso è consigliabile provare ad assumere un po' di olio in più con l'alimentazione, bere comunque molta acqua, e provare a cercare alcuni frutti come fichi o kiwi. Se però soffriamo con una certa regolarità di questo problema, potrebbe essere il caso di portarsi un lassativo, magari leggero, per evitare una sitichezza troppo prolungata che potrebbe portare a crampi.

La destinazione è molto esotica? Attenti al jet-lag. Una differenza di fuso orario importante può creare una fastidiosa insonnia, con conseguente stanchezza durante il giorno. Il nostro organismo infatti non riesce sempre ad adattare l'alternanza sonno-veglia (quello che tecnicamente si chiama ritmo circadiano). Gli effetti dipendono dalla direzione nella quale ci stiamo spostando:

- viaggiando verso ovest tendiamo a svegliarci presto, e a sentirci stanchi prima di quanto dovremmo, considerando l’ora locale. Per regolare questo squilibrio, sarebbe opportuno cercare di esporci alla luce solare nel tardo pomeriggio, cercando di rimanere alzati fino al momento appropriato per coricarsi.

- viaggiando verso est tendiamo a svegliarci più tardi e rimanere svegli più a lungo di quanto dovremmo, sempre rispetto all’ora locale. Per regolare questo squilibrio, dovremmo cercare di esporci alla luce solare di prima mattina. Coloro che hanno effettuato un volo notturno dovrebbero cercare di rimanere fisicamente attivi fino a sera e cercare di non appisolarsi.

A parte gli accorgimenti di cui abbiamo parlato appena sopra, un integratore di melatonina, che che regola il ritmo sonno-veglia può risultare molto utile, soprattutto dopo un viaggio verso est, per reimpostare il nostro l’orologio biologico e ritrovare il sonno.

Se il viaggio prevede anche tratti in barca o se siete particolamente sensibili agli spostamenti in auto, treno o aereo, attenzione ai rischi di cinetosi.

Le misure preventive comprendono moderare l’introito di cibi, liquidi e alcol, tenere gli occhi fissi su un oggetto fermo o all’orizzonte, distendersi e tenere gli occhi chiusi, e prendere un po’ d’aria fresca.

Esistono poi degli approcci più diretti al problema. Ci sono ad esempio alcuni braccialetti che esercitano una pressione all'interno dei polsi, tre dita sotto l'articolazione, in un punto che, secondo la medicina tradizionale cinese, è coinvolto con l'insorgenza della nausea. Questo metodo non ha evidenze scientifiche, per esser onesti, però più di un nostro paziente ne è rimasto entusiasta.

L'alternativa sono farmaci anti-cinetosi, in compresse o gomme, o anche alcuni integratori su base naturale che contengono estratti di piante con nota azione antinausea come lo zenzero.

Affrontiamo poi un ultimo problema, anche se non è connesso ai soli viaggi. Una meta esotica infatti ci può esporre alle punture di zanzare o altri insetti.

In alcune zone dove la malaria e il dengue sono endemici proteggersi dalle punture è ancora più importante.

Come scegliere l'antizanzare migliore?

Semplice basta guardare i componenti: DEET al 50%, o almeno al 30%, risulta essere la migliore protezione contro le punture. Per i bambini invece è consigliabile scegliere l' Icaridina, che viene assorbita meno del DEET. E' sempre opportuno seguire le indicazioni sulla confezione per sapere ogni quanto riapplicare il prodotto. 
Se poi durante il viaggio saliamo di quota oltre i 2000mt...tanto meglio! La possibilità di incontrare zanzare a quelle altitudini è praticamente nulla.

Qualcuna comunque ci pungerà, mettiamolo in conto. Gli stick all' ammonica funzionano molto bene per togliere il prurito subito dopo la puntura, una crema antistaminica o cortisonica però sono forse la cosa migliore e più versatile da portarsi dietro (si potranno usare anche per altre irritazioni, o allergie).

Per concludere vediamo velocemente come si potrebbe comporre una scorta di farmaci ben assortita di base, da integrare poi a seconda di esigenze specifiche:

- un antipiretico/analgesico/antifiammatorio

- un antidiarroico e antimicrobico intestinale

- un antibiotico ad ampio spettro (sempre meglio parlarne con il proprio medico però)

- un farmaco contro la cinetosi.

- una confezione di probiotici

- un prodotto repellente contro le zanzare ed altri insetti

- una crema cortisonica

- un Kit con cerotti e disinfettante

- una pomata contro ematomi e distorsioni


Non resta altro da dire se non...buon viaggio!

 

Dr. Sebastiano Iannacchione

 

 

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