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INVERNO... ARRIVANO I GELONI!

mercoledì 23 gennaio 2013

Con l’arrivo dell’inverno e di un clima più rigido una delle più note e fastidiose malattie legate all’abbassamento della colonnina di mercurio è quella dei Geloni, detti anche “Eritema pernio”, riscontrabili su mani, piedi, calcagni, volto, naso e padiglioni auricolari ma anche su ginocchia e glutei. La struttura della pelle umana non è fatta per sopportare efficacemente il freddo, contrariamente a quanto succede per gli animali coperti di pelo, di piume che resistono molto bene al freddo arrivando sino ad ibernarsi. L'esposizione ad una bassa temperatura, al di sotto dei 5 °C ed ancor peggio al di sotto dello 0 °C, produce una energetica vasocostrizione, venosa ed arteriolare, che finisce con il generare un pallore della pelle. La pelle che in questo modo viene meno irrorata dal sangue si dissecca, si desquama, si spacca e finisce con il necrotizzare (morire) e la conseguenza più vistosa è che l'idratazione del mantello corneo diminuisce massicciamente. Per fortuna esistono delle anastomosi (vie di comunicazione tra i vasi sanguigni) arterio-venose che si aprono e divengono pervie per l'effetto del freddo. A seconda degli individui la pelle si arrossa (anastomosi che si aprono) o, al contrario, diviene bluastra o scolorisce (anastomosi che si chiudono).   E' frequente, in Inverno, avere la pelle secca che produce una desquamazione e delle piccole fessure che generano sulla punta delle dita le fastidiose pellicine o piccole screpolature delle labbra. Se un individuo ha già la pelle secca in altre stagioni il freddo dell'Inverno ne aggrava sensibilmente i sintomi. I soggetti che soffrono di dermatiti atopiche, dove c'è una spiccata iperattività della pelle, vedono, in questa stagione, risorgere le loro dermatosi ed una cosa molto simile capita anche a quanti soffrono di Psoriasi. Un bruciante e doloroso eritema si sviluppa spesso ai piedi per l'abitudine di portare le scarpe intrise di umidità o addirittura per l'immersione prolungata in acqua fredda, l'eritema può aggravarsi in alcuni casi e provocare dei veri e propri geloni.

I Geloni si possono suddividere in diversi gradi:  

  • Il primo grado colpisce solo l'epidermide ed è il cosiddetto eritema gelonico. 
  • Il secondo grado si manifesta con la necrosi dell'epidermide e la formazione di bolle.
  • Il terzo grado colpisce il derma con formazione di piaghe nerastre.
  • Il quarto grado colpisce le aponeurosi, i muscoli ed i tendini distruggendoli.

I Geloni sono molto dolorosi ma ad iniziare da un certo grado di necrosi il dolore diminuisce all'aumentare della gravità poiché risultano distrutte, progressivamente, le terminazioni nervose. I Geloni si riproducono frequentemente nei soggetti predisposti o che soffrono di malattie circolatorie e colpiscono più frequentemente le donne che i maschi. Spesso poi i soggetti in cui nella stagione fredda insorgono i geloni, durante la stagione calda presentano una iperidrosi, cioè uno stato patologico caratterizzato dalla formazione anormale ed eccessiva di sudore.

Alcuni piccoli consigli e accorgimenti possono essere di notevole utilità per prevenire l’insorgere di questi fastidiosi e antiestetici disturbi che coinvolgono la pelle:

  • Non fumare (il fumo procura una pericolosa vasocostrizione dei piccoli vasi delle estremità).
  • Indossare i guanti.
  • Evitare di avere le mani umide o bagnate.
  • Evitare l'acqua fredda.
  • L'assunzione di vitamina D è spesso consigliabile quando inizia l'Inverno per tutti quelli che hanno una certa predisposizione a contrarre i geloni, meglio ancora se seguendo il consiglio del proprio medico, si prendono congiuntamente dei vasodilatatori periferici.
  • Svolgere una moderata attività fisica che vascolarizzi correttamente le estremità fisiche.
  • Assumere alcuni minerali (tra i quali Zinco, Rame e Cobalto) e polivitaminici (in particolare Vitamina C), che rendono la pelle più resistente alle lesioni, e farmaci vasoattivi, sia per via generale che sotto forma di creme protettive.

Comunque le applicazioni locali di creme o quanto altro a base di cortisone e derivati è vivamente controindicato, mentre è bene applicare delle creme idratanti e protettrici.
E' bene evitare anche creme o altro a base di polialcoli come la glicerina che finirebbero per far aggravare la malattia e che sono spesso presenti nelle creme per mani di tipo cosmetico e casalingo.
Quando i geloni danno luogo a lesioni inguaribili è necessario ricorre alla somministrazione per via generale e non locale di corticosteroidi e prendere in considerazione un cambio di clima che in questi rari casi si impone.
Ecco invece alcuni
consigli fitoterapici per coloro che preferiscono un approccio più naturale al trattamento dei geloni. Come già detto, le persone con problemi circolatori sono quelle maggiormente soggette alla formazione di geloni, conviene quindi stimolare il flusso sanguigno con un pediluvio caldo, (ma non bollente!) in cui si è aggiunto un cucchiaino di olio alla calendula, da alternare a un pediluvio freddo; l'ideale sarebbe avere a disposizione due catini ed effettuare il cambio caldo/freddo ogni 5 minuti per circa trenta minuti. Molto efficaci anche i pediluvi caldi con il sale grosso. A questo rituale si può far seguire un massaggio sempre all'olio di calendula o d'arnica o all'olio d'oliva, in modo da idratare le parti più secche e irritate, riducendo il dolore e al tempo stesso ripristinare l’irrorazione sanguigna tissutale. Per stimolare la circolazione si possono, inoltre, sfruttare le virtù terapeutiche della cipolla applicandola cruda, triturata o frullata, sulla parte dolente,  fissandola con una garza ed eventualmente con della pellicola trasparente. Ottima anche la pomata alla calendula reperibile in tutte le erboristerie e in molte farmacie. Al termine di queste operazioni, si può concludere la serata con una tisana indicata per i problemi circolatori , come ad esempio la centella asiatica (l'anticellulite per eccellenza!) da unire però ad erbe dal sapore più gradevole come i peduncoli delle ciliegie.   

  Dott. Filippo Spinosa

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