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Il diabete e lo zucchero

giovedì 29 novembre 2018

Diabete e zucchero, come sostituirloIn caso di diabete contenere il consumo di zuccheri è fondamentale. Vediamo con cosa sostituirlo...

 

Il diabete è un disturbo molto più diffuso di quanto si pensi. In Italia più di 3 milioni di persone sono affette da diabete di tipo 2 mentre sembra che 1 milione di persone soffra di diabete senza avere una diagnosi. Inoltre è stato calcolato che 2,6 milioni di persone abbiano difficoltà a mantenere la glicemia nella norma, una condizione che può preludere allo sviluppo della malattia.
Con questi dati alla mano è ovvio che sia importante contenere il consumo di zuccheri e, laddove possibile, sostituire il classico zucchero bianco (costituito da saccarosio) con altre sostanze naturali.


Con cosa sostituiamo lo zucchero?

Le sostanze naturali che possono essere sostituite allo zucchero sono diverse. Tuttavia non è detto che certi alimenti o edulcoranti possano essere usati senza controllo. Il miele, ad esempio, è spesso usato in alternativa allo zucchero ma è bene ricordare che il carico glicemico delle due sostanze è simile. Il fruttosio, zucchero naturalmente presente nella frutta ed altri alimenti, è spesso usato come dolcificante ma anche in questo caso il dosaggio deve essere basso per evitare che abbia gli stessi effetti dello zucchero tradizionale. Altre sostanze a basso indice glicemico, ma che vanno comunque consumate con estrema moderazione sono: lo zucchero di canna, il succo d’agave e il succo d’uva.
Invece le sostanze che sono più indicate (ma che vanno comunque assunte dopo aver consultato il medico) a causa del loro basso indice glicemico sono:


- la saccarina: ha un potere edulcorante superiore di 300-500 volte rispetto a quello del saccarosio. Il nostro organismo non metabolizza la saccarina e, di conseguenza, è un dolcificante privo di calorie. Gli studi hanno dimostrato che non provoca carie ed è stabile alle alte temperature, di conseguenza può essere utilizzato anche negli alimenti che richiedono la cottura in forno. A differenza di altri dolcificanti, ha un retrogusto amaro che può rappresentare un fattore limitante per il consumo.

- l’aspartame: dolcificante artificiale più noto, con un potere edulcorante 180 volte superiore al saccarosio. Considerato l’elevato potere dolcificante bastano bassissime dosi e di conseguenza l’apporto calorico è pressocchè nullo. L’ FDA (Food and Drug Administration) ha classificato l'aspartame come sostanza sicura, e anche l'EFSA (1) ha dato parere favorevole, ciò nonostante la comunità scientifica è molto divisa in merito e non sono pochi gli studi discordanti sugli effetti sulla salute di questo dolcificante. Ad oggi l'uso di aspartame è controindicato nei pazienti con Fenilchetonuria, una malattia metabolica ereditaria potenzialmente grave. 

- il ciclamato: a differenza di altri dolcificanti come ad esempio la saccarina, non presenta alcun retrogusto se non a
dosi particolarmente elevate. Il potere dolcificante è circa 30 volte quello del saccarosio. Può essere utilizzato anche in cottura e la dose giornaliera massima è fissata a 7 mg/kg di peso corporeo. In Italia è commercializzato sia sotto forme di compresse che in soluzione acquosa. Si sconsiglia l'utilizzo di ciclamato nelle persone che stanno seguendo dei regimi iposodici.

- il sucralosio: dolcificante artificiale con un potere edulcorante di ben 600 volte superiore rispetto a quello del saccarosio. Anche se alcuni studi hanno evidenziato delle possibili ripercussioni negative sulla salute (alterazione della secrezione ormonale, riduzione dei batteri buoni nell'intestino e un abbassamento dell'effetto terapeutico dei farmaci), secondo l'EFSA il sucralosio è sicuro (2) e secondo l'ente, i dati disponibili non supportano le conclusioni degli autori. D'altro canto, la sicurezza del sucralosio è stata dimostrata da un gran numero di ricerche.

- la stevia: sostanza di cui sentiamo parlare sempre più spesso, ma che cos’è? Stevia è il nome comune con cui viene indicato l’estratto di una pianta, la Stevia rebaudiana, diffusa in particolare in Sud America e Asia. Si tratta di un dolcificante naturale e non calorico, molto più dolce dello zucchero. L’estratto in polvere delle foglie è il prodotto più facilmente reperibile e si trova in erboristeria, farmacia e supermercato. Avendo potere calorico e indice glicemico nullo, la stevia può essere introdotta nell’alimentazione del paziente diabetico perché, diversamente dal saccarosio, la sua assunzione non determina la comparsa di picchi glicemici.

 

Dott.ssa Elena Maria Atzori

 

1. Definizione dell' Aspartame dell' EFSA, Autorità Europea per la sicurezza alimentare https://www.efsa.europa.eu/it/topics/topic/aspartame 

2. Statement on the validity of the conclusions of a mouse carcinogenicity study on sucralose (E 955) performed by the Ramazzini Institute https://efsa.onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.2903/j.efsa.2017.4784 

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