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Stitichezza o stipsi

venerdì 5 agosto 2011



Si parla di intestino pigro quando diminuisce il numero delle evacuazioni alla settimana (meno di tre) o aumenta la durezza delle feci.
Se il disturbo è temporaneo si parla di stipsi acuta; se invece si protrae per un periodo superiore ai tre mesi si parla di stipsi cronica.
La stipsi può manifestarsi quando il colon assorbe più acqua del necessario (portando così alla formazione di feci dure e disidratate) o quando  la peristalsi è troppo lenta (movimenti della muscolatura del colon che fanno avanzare le feci fino al retto).

Le cause della stitichezza
Cambiamento delle abitudini, tipico delle persone che viaggiando spesso modificano il tipo di alimentazione
Diminuzione dell’assunzione di liquidi con conseguente indurimento delle feci
Diminuzione dell’attività fisica
Scarsa assunzione di fibre
Soppressione dello stimolo della defecazione, frequente in soggetti che non vogliono usare i servizi igienici fuori casa o troppo concentrati nel lavoro o stressati emotivamente
Abuso di lassativi che comporta una tolleranza al farmaco per cui è necessario aumentarne la dose per avere lo stesso effetto
Uso di alcuni farmaci (ad esempio diuretici, calcio antagonisti, antispastici)
Gravidanza, durante la quale giocano un ruolo importante non solo il cambiamento ormonale ma anche la compressione dell’utero sull’intestino
Malattie del colon (ostruzione intestinale, diverticolosi, megacolon)

Rimedi contro la stitichezza
Aumentare il consumo di alimenti ricchi di fibre e di fermenti lattici
Consumare almeno 30 grammi di olio di oliva al giorno (l’olio d’oliva stimola la cistifellea a produrre la bile che, versata nell’intestino, ne aumenta la motilità)
Incrementare l’attività fisica, soprattutto quella rivolta a tonificare la muscolatura addominale
“Educare” l’intestino all’evacuazione sempre alla stessa ora, non ignorare mai lo stimolo e non rimandare l’evacuazione.

Lassativi
I lassativi di massa sono essenzialmente fibre naturali o sintetiche; la loro assunzione va accompagnata da acqua che, facendole rigonfiare, aumenta la pressione intestinale e stimola il riflesso della defecazione.
Il meccanismo di azione è lento ma sicuro, pertanto sono indicati anche durante la gravidanza. Esempi di lassativi di massa sono lo psillio, la crusca e la metilcellulosa.
I lassativi osmotici agiscono richiamando acqua nell’intestino ma possono danneggiare la mucosa del colon, con maggiore assorbimento di sostanze anche nocive. Poichè causano diarrea acquosa, un uso scorretto può comportare squilibri elettrolitici anche gravi.
I  sali (ad esempio solfato di magnesio) sono un esempio di lassativi osmotici che agiscono abbastanza rapidamente; il lattulosio,oltre ad esercitare un effetto osmotico,induce la produzione da parte della flora intestinale di acido lattico che abbassa il pH dell’intestino, provocandone le contrazioni (effetto prebiotico).
I lassativi ad azione lubrificante (olio di vaselina, glicerina e olio di mandorle) ammorbidiscono le feci facilitandone l’espulsione.
I lassativi stimolanti, detti anche di contatto (bisacodile, senna, cascara, aloe, frangula) irritano l’intentino che, come risposta, si contrae molto più energicamente. Possono essere assunti solo per brevi periodi perché possono causare crampi addominali, diarrea e colite.
I clismi e supposte di glicerina ammorbidiscono le feci nell’ultima parte dell’intestino, stimolandone la peristalsi.

Alcuni rimedi OMEOPATICI E FITOTERAPICI
Per combattere la stipsi da abuso di lassativi: Nux vomica 9CH (3 granuli tre volte al giorno)
In gravidanza o dopo il parto: Hydrastis canadensis 9CH (3 granuli tre volte al giorno)
Durante il ciclo mestruale: Graphites 9CH (3 granuli tre volte al giorno
Betulla pubescens Mg 1 Dh (30 gocce al mattino)
Cassia angustifolia TM (10-20 gocce, 2,3 volte al giorno)
Psillium TM (10-20 gocce, 2,3 volte al giorno)
Rhamnus frangula TM (10-20 gocce, 2,3 volte al giorno).


Dott.ssa Daniela De Vita
 

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